Biografia
Curriculum Vitae
Libri pubblicati
BIOGRAFIA
Nasce nel 1940 da una famiglia del profondo Sud, i cui componenti sono tutti impegnati nella piccola azienda familiare.
Sotto la guida di un nonno pertinace e orgoglioso impara l’etica del lavoro in proprio.
Ma esperimenta anche il senso magico dei racconti sussurrati sedendo in cerchio sotto un cielo integro di stelle e frequentando le megaliti sparse nelle solitudini delle campagne salentine.
Le circostanze della guerra, che lo depriva del padre, lo porta a frequentare diversi collegi del Nord dove conosce le mortificazioni dell’emigrante, che stimolano in lui uno istinto di rivalsa incanalato nell’impegno per gli studi e nell’apprendimento del mestiere di tipografo, che gli suscita uno sconfinato amore per i libri.
Nonostante le umiliazioni assimila lo spirito del Nord, nutrendo in sé stesso la doppia anima dei poli opposti del nostro Paese.
A vent’anni sceglie Roma come patria d’elezione e di studi (con qualche raro e nostalgico abbandono), dove si innamora dell’arte paleocristiana e del medioevo con la sua grande tradizione filosofica e teologica che eccellono nei procedimenti della logica.
Ritenendo di essersi attardato anche troppo in questi studi, fino a laurearsi, e di essersi forse allontanato troppo dall’uomo concreto, a ventisei anni si mette alla prova lavorando inserendosi in organizzazioni che avevano come obiettivo la promozione sociale e culturale, quali l’Associazione Ricreativa Culturale Italiana (ARCI) e l’Unione Nazionale Lotta all’Analfabetismo(UNLA).
Ma l’esperienza lo delude, dandogli la sensazione di non aver fatto la scelta giusta, necessaria appunto ad avvicinare quell’uomo concreto che gli sembrava ancora troppo lontano.
Ma fu proprio durante il lavoro per l’UNLA, durante un lungo soggiorno nella più solitaria e isolata Calabria, nel cuore del cono d’ombra, che ebbe l’intuizione di intraprendere gli studi di psicologia necessari a condurlo alla psicoterapia, come più brillante forma di approccio dialettico all’intimità umana.
A quaranta anni alfine, lavorando per mantenere la propria famiglia e studiando, dopo essersi sottoposto a otto anni di travagliata psicoterapia, e sperimentando le diverse forme di tecniche, da quelle verbali alle più dure come la primal therapy, approda alla professione di psicoterapeuta che diventa il cardine della sua vita.
Tuttavia, pur tenendo con sé gli insegnamenti dei maestri, in modo particolare quelli di William Swartley, di Ronald Laing e di Donald Winnicott, non abbandona gli studi.
La componente fortemente psicosomatica e bioenergetica della primal therapy, e la continua ricerca di un approccio all’uomo in senso olistico, diventano lo stimolo per un ulteriore approfondimento degli orizzonti della terapeutica.
Studia la medicina tradizionale cinese presso la Scuola di Agopuntura di Firenze, approfondisce i sistemi della manipolazione energetica, dell'autoguarigione, della fitoterapia, né lo abbandona la passione dell’insegnamento, che lo spinge a fondare una scuola di formazione nell’ambito delle terapie bionaturali e del counseling.
Ma è soprattutto la sua riflessione teorica, rafforzata dalla pratica quotidiana, che non si ferma. Le questioni per lui erano infatti queste: il senso di disagio mentale e operativo per un modello di psicologia che non guardava all’uomo in senso olistico, e il bisogno di aprire un tavolo di confronto con i nuovi dati del sapere contemporaneo.
La psicologia e in modo particolare la psicoterapia, a suo parere, non possono rinunciare a confrontarsi con le acquisizioni delle altre scienze, ed in modo particolare quelle relative alla biologia molecolare e alla genetica.
L’ipotesi che egli ha voluto proporre alla riflessione della comunità scientifica è che esista un modello fecondo e malleabile, capace di rispondere alle esigenze contemporanee dell’approccio psicologico.
Tale modello è quello informativo/genetico al cui centro sta il concetto di «programma».
La riflessione antropologica deve fare i conti con concetto di programma, sia in senso biologico che psicologico.
La vita non è mai vissuta a casaccio, perché è l’esecuzione dell’insieme di programmazioni collettive e individuali, genetiche e personali, che hanno formato l’essere bioenergetico mentale spirituale della persona.
Di conseguenza, il disagio e la malattia sono collegati con una stortura programmatica, sicché per uscire da esse è necessario un apposito intervento attivo, che egli ha definito di «riprogrammazione».
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CURRICULUM VITAE
Mario Papadia è:
- Direttore dell’Accademia Per la Riprogrammazione
- Ha fondato con altri colleghi l’”Associazione di Psicoterapia e Bioterapia”. È socio in qualità di Counselor clinico della Società Italiana Counseling (SICo), e della Federazione Italiana Società Scientifiche di Psicologia (FISSP)
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LIBRI PUBBLICATI
Ha pubblicato recentemente:
- La riprogrammazione esistenziale, Armando Editore
- Il counseling come riprogrammazione, Armando Editore
- La scarsa propensione al rischio nell’Unione Europea, Eurochambres
- Ricordati di nascere, Armando Editore
- Manuale taoista di medicina tradizionale cinese, Edizioni L'Accademia
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