il valore dell'onestà intellettuale

17 Ago 2020

La credibilità dovrebbe essere una delle caratteristiche principali di qualsiasi persona che rivesta un ruolo vitale per la società. Lo si applica soprattutto alle persone impegnate nell’agire politico.
Ed è questo, e soprattutto questo, il motivo determinante per cui i politici con carica elettiva – se non altro i parlamentari ‒ non dovevano chiedere i bonus. Non diciamo poi di appellarli "elemosina" (sapendo poi che vi sono persone nel Paese per le quali quell'elemosina è una pasqua).

Ma è anche il motivo per cui la faciloneria con cui gli attuali politici hanno cambiato diverse posizioni di principio ‒ compresa quest’ultima del mandato. Non che in politica sia proibito e indegno cambiare parere. Mancherebbe altro.
Ma perché, proprio per una questione di credibilità, nel momento in cui cambi parere devi sottoporre il parere precedente, da cui recedi, a “falsificazione” ovvero ad un esame della sua verità intrinseca, e non cavartela con “erano altri tempi”.

Le opinioni hanno contenuti concettuali in sé, al di là delle circostanze in cui vengono espresse. Altrimenti tu mi legittimi a pensare che quanto vai affermando adesso come valore e principio, e a cui mi chiedi di aderire con convinzione, domani me lo cambi sotto il naso “perché sono cambiate le circostanze”. Come posso non pensare che le “circostanze” sono i tuoi personali interessi? 

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