Materiali del Corso
“LA PROFESSIONE DI COUNSELOR: IDENTITA’ E CONFINI”
La FAIP – FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ITALIANE DI PSICOTERAPIA
organizzerà un Convegno per il giorno 6 ottobre 2010 alle ore 10.30 presso la Sala delle Conferenze di PALAZZO MARINI (Camera dei Deputati), via del Pozzetto 158 in Roma.
A PROPOSITO DEL CONFRONTO PSICOLOGI-COUNSELOR
Mario Papadia
In questi ultimi tempi si è fatta più stringente la discussione promossa da alcuni Ordini degli Psicologi a proposito del counseling, solo in qualche momento con un tono polemico. Tale discussione è giunta in Parlamento con un’interrogazione parlamentare dell’On. Goisis, a cui il Ministero della Salute ha risposto il 2/8/2010 con la promessa di verifiche per “valutare eventuali violazioni della normativa vigente”.
Qui di seguito è possibile leggere direttamente una selezione dei documenti relativi a questa discussione e farsi un’idea di ciò che bolle in pentola.
Per quanto mi riguarda mi limito ad alcune osservazioni all’articolo “Il counseling? Una bomba a orologeria” di Paolo Cruciani e Domenicassunta Corsetti sul Notiziario dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, la cui pacatezza permette un confronto onesto e sereno.
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INNAMORAMENTO E AMORE
L’incontro dei sessi è il terreno su cui natura e cultura sono venuti sin dall’origine in contatto, il punto di partenza, l’origine di ogni forma di cultura. Delle pulsioni naturali degli esseri umani, il desiderio sessuale è il più sociale.
Non si può imparare ad “amare” (nell’innamoramento) come non si può imparare a morire. Sono eventi che accadono in modo autonomo, non connessi con altri eventi simili. Vedremo che se la pressione evolutiva ha fatto sì che l’amore ci portasse a una condizione simile alla follia, le pressioni culturali hanno creato le condizioni ideali per l’incubazione della malattia. Vedremo anche come si può trasformare l’amore dell’innamoramento.
LA DIPENDENZA, UNA CONQUISTA ADATTIVA
Siamo viventi, siamo mammiferi, siamo umani: tre ordini di ragione per cui non possiamo prescindere dalla dipendenza. La dipendenza e, a maggior ragione, l’interdipendenza sono una conquista adattiva della specie. I nostri scopi biologici (e di conseguenza psicologici) sono la sopravvivenza, la riproduzione, l’aiuto tra consanguinei e la solidarietà non parentale, frutto di un millenario processo evolutivo.
LA COMUNICAZIONE NEL COUNSELING
Lo dice il termine stesso con cui si indica questa professione: counseling, “consulenza, consultazione, consulto”. Ognuna di queste parole richiama un’immagine di compresenze, di interlocuzione, di esposizione a qualcuno di qualcosa, perché questo qualcuno ha una parola da dire sul qualcosa. Ciò era vero anche un tempo (e probabilmente anche ora) quando si parlava di “consultare gli oracoli”: i dadi, le viscere degli animali, i bastoncini dei ch’ing, i tarocchi non erano che i mediatori per togliere il velo alla dea bendata Verità.
APPUNTI PER LA COMUNICAZIONE PROFESSIONALE - PRIMA PARTE
Dal latino communico: mettere in comune, far partecipe, condividere, mettere insieme, partecipare a, essere parte di.
APPUNTI PER LA COMUNICAZIONE PROFESSIONALE - SECONDA PARTE
QUANDO COMUNICARE DIVENTA UN PROBLEMA
La comunicazione comporta anche una situazione di potenziale problematica fra due diversi linguaggi.
È l’incontro fra due diversi mondi, che può dar luogo o ad un effetto positivo oppure più propriamente conflittuale.
GLI STADI DELLA PROGRAMMAZIONE PERSONALE
Il programma personale non s’instaura tutto in una volta sola né in modo lineare. La biologia, non meno della vita psichica, procede per svolte critiche. È inevitabile che una programmazione malriuscita in una data fase influisca negativamente su quella seguente.
1. Concepimento. La madre funziona come protezione dei processi vitali e dà al bambino, quando è ancora nel suo ventre, la base ultima del sentirsi solido. Nel grembo della vita uterina, ritmato dal pulsare del cuore materno, il bambino vive percorso da flussi nutritivi che portano anche i flussi bioenergetici degli stati d’animo materni. Già in questa fase il programma genetico infantile viene strutturato dalla programmazione personale della madre.
2. Nascita. La nascita è il risultato positivo di una sincronizzazione tra il movimento del corpo infantile e quello della madre. La nascita programma l’essere umano alla percezione della vita, come realtà in cui le pressioni sono possibili. Una nascita notevolmente traumatica può creare programmazioni personali dolorose. L’eccesso di pressione sulla testa può essere la base di un programma di paranoia o di cefalee; un eccesso di pressione sul torace può invece essere la ba- se d’atteggiamenti masochisti, ecc. Molti individui, cercano nella vita una nuova nascita...
L’INDIVIDUO E IL SUO PROGRAMMA PERSONALE
Ogni individuo è un programma esistenziale, in continuo divenire, strutturato attraverso una serie di programmazioni individuali, che ripetono l’evoluzione delle programmazioni filogenetiche. In pratica la storia di ognuno dipende da molteplici variabili, prima di tutte le caratteristiche dei programmatori e il campo spaziotemporale ambientale. Non ogni stadio di sviluppo è una programmazione piena in grado di supportare la fase susseguente, né sempre sono possibili correttivi ad errori precedenti.
Al termine del processo di programmazione, si ha in ogni caso, come risultante, un individuo complesso, la cui struttura è tridimensionale: energetica, mentale e spirituale e che, in quanto tale, crea un campo tridimensionale. Il complesso delle informazioni collegate alla nostra esistenza è stabilizzato non solo nella nostra interiorità energetica e mentale, ma anche nello spazio e nel tempo che ci appartengono. La realtà che circonda noi è ciò che noi siamo.
REGOLE DELLA RIPROGRAMMAZIONE
Anche questa disciplina, come qualsiasi altro fenomeno evolutivo, ha le sue regole che si possono estrapolare dai processi evolutivi verificatisi nella filogenesi bioenergetica, mentale e spirituale. Le regole che indicherò nelle pagine seguenti non sono il frutto di una mia personale elaborazione, ma quelle fondamentali che l’umanità stessa ha applicato, o almeno così mi pare. Anche se la loro trasposizio- ne nell’ambito della riprogrammazione individuale non è meccanica, occorre sempre tenere conto che esse si ispirano ai grandi processi evolutivi energetici mentali e spirituali nella nostra specie.
LE POTENTI REGOLE CHE PRESIEDONO ALLA RIPROGRAMMAZIONE ENERGETICA.
Comportano di puntare sull’energia per variare l’informazione.
